Personaggi.



  • Stephen Hawking.



    Stephen Hawking (1942-2018), matematico, fisico e cosmologo britannico, é noto in particolare per i numerosi studi sui buchi neri. Giovanissimo, fu colpito da una grave forma di atrofia muscolare progressiva, ma si laureò comunque a vent’anni continuando gli studi a Cambridge. Nel 1970 iniziò la stesura del suo capolavoro e best seller "Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo", pubblicato nel 1988. Nel 1976 venne nominato titolare della cattedra di matematica di Cambridge. Sebbene la salute peggiorasse al punto da rimanere completamente paralizzato e, a seguito di una tracheotomia, senza possibilità di parlare se non con un sintetizzatore computerizzato, continuò a dimostrare numerosi teoremi circa l’esistenza delle singolarità gravitazionali nello spaziotempo (buchi neri) dimostrando che essi sono corpi neri e posseggono una temperatura e un'entropia definite dal loro campo gravitazionale e dalla loro superficie. Di conseguenza irradiano particelle subatomiche (radiazione di Hawking) che porteranno alla loro progressiva diminuzione di massa ed all'evaporazione completa. Lo scienziato si è sempre confessato ateo. Egli infatti sosteneva che Dio non può conciliarsi con la scienza, e non è correlato col nostro mondo. Nel suo ultimo libro, "The Grand Design", ha proposto una teoria cosmologica per spiegare l'origine dell'universo, il quale, secondo lo scienziato, non è stato creato da Dio; religione e scienza, secondo Hawking non sono conciliabili, perchè "la religione è basata sull'autorità e la scienza su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona."


    1) Esperienze di volo a gravità zero nella prospettiva di un viaggio nello spazio offerte dalla Virgin Galactic di Richard Branson.
    2) Il presidente degli USA Obama insieme a Hawking nella Casa Bianca per conferirgli la medaglia presidenziale della libertà (agosto 2009.)

  • Virgin Galactic.


    Medaglia presidenziale


    Film "Hawking".


    Libro: A brief history of time.


    L'inizio della carriera di Stephen Hawking a Cambridge ha ispirato il film per la televisione del 2004 Hawking, prodotto dalla BBC; ha partecipato inoltre alla realizzazione di un programma di Discovery Channel intitolato L'universo di Steven Hawking; è stato anche protagonista del romanzo "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer. La figura di Hawking è apparsa anche in numerose serie televisive: in un episodio di Star Trek - The Next Generation, nel quale gioca a poker con altri due celebri fisici, Albert Einstein e Isaac Newton; nell'episodio Col passare del tempo della serie I viaggiatori; in più episodi delle serie animate I Simpson e I Griffin e in uno di Futurama e Due fantagenitori; nella serie Smallville; nel film Superhero - Il più dotato fra i supereroi; in ambito musicale la voce computerizzata del fisico compare nel brano dei Pink Floyd Keep Talking, inserito nell'album The Division Bell del 1994. (da Wikipedia)

  • Star Trek.


    I viaggiatori.


    Futurama.


    Smalville.


    Superhero.


    Pink Floyd.


  • Margherita Hack.



    E' stata una delle scienziate italiane più brillanti nel campo dell’astrofisica e la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico italiano, Arcetri e poi Trieste. Grande divulgatrice, ha contribuito allo studio ed alla classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Laureatasi, dopo la guerra con una tesi sulle Variabili Cefeidi, le cosiddette “Candele Standard”, molto utili per calcolare distanza e massa di stelle e galassie molto lontane, presso l'Osservatorio astronomico di Arcetri, iniziò un periodo come assistente presso lo stesso Osservatorio e poi come insegnante presso l'Istituto di Ottica dell'Università di Firenze. Nel 1964, nominata professore ordinario, le fu assegnata la cattedra di astronomia presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste e la direzione dell'Osservatorio astronomico. Grazie a Lei l’osservatorio assunse rinomanza internazionale. Ha studiato le atmosfere delle stelle e gli effetti osservabili dell'evoluzione stellare e ha dato un importante contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale delle stelle da 0 a F del diagramma H-R. Ha studiato le stelle in rapida rotazione (stelle a emissione B) e quelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo solcato di righe scure. Le sue recenti ricerche hanno riguardato la spettroscopia, nel visibile e nell'ultravioletto, dei sistemi a stelle binarie, nei quali le due componenti sono così vicine da interagire, e delle stelle simbiotiche.
    La biografia, modificata, è tratta da “Donne di scienza”di Sara Cesti e Liliana Moro 2002.

  • Rita Levi Montalcini



    Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Si laurea alla scuola medica di Levi nel ’36. Pur desiderosa di proseguire la carriera accademica come assistente e ricercatrice di neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi. I suoi primi studi (1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo". Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine. Ha presieduto l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana ed è stata membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. Nel 2001 è stata nominata senatore a vita.
    da Wikipedia.

  • Galileo Galilei.



    Galileo Galilei è ricordato, oggi, sia per essere stato l’ideatore del metodo scientifico, sia per le persecuzioni ed i processi subiti a causa delle sue opinioni circa il rapporto tra Scienza e Fede. Il suo è un limpido esempio di coerenza e di affermazione dei propri ideali e dell’indipendenza della ricerca scientifica rispetto al potere ed alla censura; l’intellettuale lotta per difendere le sue convinzioni anche a costo di pagare in prima persona e di subire la repressione, la persecuzione e l’esilio. Galileo dimostra, poi, con i suoi studi, come non sia più possibile accettare acriticamente i risultati degli altri scienziati grazie solo alla loro “autorevolezza”, ma tutto deve essere verificato con “sensate esperienze”, col metodo scientifico. Galilei rivendica l’autonomia della ricerca scientifica e sostiene audacemente l’incommensurabilità tra scienza e fede. Infatti Galilei reclama la NETTA DISTINZIONE tra pensiero scientifico e religioso, considerando il primo come chiave di lettura atto a far comprendere all'uomo "il grande libro dell'universo" con tutti i suoi misteri, mentre il secondo, legato alla fede, si classifica come discorso di salvezza che non si preoccupa di "che cosa" ma del "senso della nostra vita ". La scienza, dunque, deve insegnare "come si vadia il cielo" ed è invece compito dello Spirito Santo insegnare "come si vadia al cielo". Quindi la Sacra Scrittura non è un trattato di astronomia e non ha come compito quello di determinare le costituzioni e i movimenti dei cieli e delle stelle; mentre la scienza, cieca al mondo dei valori e al senso della vita, deve aiutare a capire le leggi che Dio ha imposto al mondo essendone il creatore, sulla base di norme autonome, universali ed immutabili. Da ciò consegue che fede e scienza sono incommensurabili e che pertanto la loro incommensurabilità non esclude a priori la loro compatibilità. Questo discorso Galileiano impostato in tale termine, spaventa e sconcerta la chiesa, che vedendo minacciate i capisaldi del pensiero religioso, reagisce condannando il filosofo scienziato come "fervido eretico". Questo è l'errore maggiore commesso dalla Controriforma a discapito di un uomo legato profondamente alla sua fede cattolica quanto ai suoi studi scientifici. Così la condanna morale di cui Galilei è vittima indifesa, si rivela mortificante ed umiliante non solo per le sue teorie, ma anche e soprattutto per la sua dignità di uomo fedele e credente. Tra i molti lavori di Galileo, lo studio della morfologia lunare e della grande macchia rossa di Giove e dei suoi satelliti.

    Disegni della Luna.


    Giove: grande macchia rossa


    Dialogo sui massimi sistemi.


    Macchie solari (1621).


  • Jacques Monod.



    Jacques Monod, medico e scienziato francese, premiato nel 1965 con il Nobel per la Medicina per la definizione della teoria dell'operone, pubblicò nel 1970 "Il caso e la necessità", libro in cui criticava l'idea che dietro la complessità dei viventi ci fosse un progetto di un essere pensante soprannaturale. Monod aveva dedicato particolare attenzione alla struttura delle proteine che sono i principali costituenti degli organismi sia dal punto di vista strutturale che funzionale; se c'era un progetto, esso doveva essere visibile nella loro struttura ordinata (l'oggetto progettato). Le proteine, però, non mostravano, in natura, alcuna regolarità, né nella struttura primaria, nè in quella secondaria. La forma, che condiziona la funzione, era il risultato dell'interazione tra i gruppi R o della presenza di altri di atomi (Zolfo, Ferro …); dunque non era visibile l'impronta del progettista. Dimostrata la casualità della forma delle proteine, Monod concentrò la sua attenzione sulle mutazioni e sulla selezione naturale; per lui la biologia scientifica era basata sul "postulato di oggettività", che escludeva che i fenomeni naturali potessero essere spiegati con qualche idea di "progetto" o di "fine" (che sono categorie del pensiero umano) che implicavano l'esistenza di un dio. Secondo lui l'organismo poteva essere assimilato ad una macchina che si autocostruisce sulla base delle informazioni contenute nel DNA; quest'ultimo può mutare solo ad opera del "caso" che è l'unica fonte di novità biologica (caso non significa naturalmente senza una spiegazione); una volta però avvenuta, la mutazione viene selezionata e, se produce un vantaggio evolutivo, diventa "necessaria" per la sopravvivenza dell'individuo.
    Dunque le mutazioni utili vengono conservate, riprodotte e trasmesse sulla base della teleonomia (capacità di trasmettere la propria struttura genetica alle generazioni successive) e dell'invarianza (proprietà per la quale in un sistema chimico-fisico in equilibrio non si può cambiare alcun parametro senza provocare alterazioni nell'equilibrio dato). Le modifiche al codice genetico non dipendono, inoltre, dall'interazione dell'organismo con l'ambiente. Monod quindi opera una sintesi tra il caso che origina le mutazioni e il rigido determinismo che opera nel meccanismo della selezione naturale nel momento in cui l'essere vivente mutato si deve mettere alla prova con l'ambiente. Concludiamo con una frase del suo libro: "Il nostro numero è uscito per caso alla roulette cosmica ... siamo soli nell'immensità indifferente del cosmo".

  • Karl Popper.



    Filosofo ed epistemologo, ha dato un notevole contributo alla conoscenza con il principio di falsificazione applicato al metodo scientifico. Popper è stato senz’ombra di dubbio uno dei più grandi filosofi del Novecento. Il suo primo bersaglio polemico fu il Positivismo o, meglio, le pretese dei Neopositivisti di considerare valido solo quel che è verificabile con l'esperienza criticando, in particolare l’induzione (Logica della scoperta scientifica, 1934). Per Popper l'induzione si intende in due modi: induzione per enumerazione o ripetitiva ed induzione per eliminazione. La prima consiste di osservazioni spesso ripetute, le quali dovrebbero fondare qualche generalizzazione della teoria. Ma nessun numero di osservazioni di cigni riesce a stabilire che tutti i cigni sono bianchi o che la probabilità di trovare un cigno che non sia bianco è piccola. D'altro canto, l'induzione eliminatoria si fonda sul metodo della eliminazione o confutazione delle teorie false; ma il numero di queste è infinito e dunque l'induzione non esiste ed è un errore pensare che la scienza empirica proceda con metodi induttivi. Connessa alla teoria dell'induzione, vi è secondo Popper l'altra idea per cui la mente del ricercatore dovrebbe essere una mente priva di presupposti, di ipotesi, di sospetti e di problemi, insomma una tabula rasa su cui verrebbe poi a rispecchiarsi il libro della natura. Ma la mente purgata da pregiudizi non è, dice Popper, una mente pura: essa sarà soltanto una mente vuota. Per Popper la ricerca non parte da osservazioni ma da problemi: "da problemi pratici o da una teoria che si è imbattuta in difficoltà: che cioè ha fatto nascere aspettazioni e poi le ha deluse". E per risolvere i problemi occorre l'immaginazione creatrice di ipotesi o congetture; c'è bisogno di creatività, della creazione di idee "nuove e buone alla soluzione del problema”. E’ ovvio che, allo scopo di esser provate di fatto, le teorie scientifiche debbano essere provabili o controllabili di principio. Da questo si vede che una teoria deve essere falsificabile, deve essere cioè tale che da essa siano estraibili conseguenze che possono venir confutate, cioè falsificate dai fatti. Se infatti da una teoria non è possibile estrarre conseguenze possibili di controllo sperimentale, essa non è scientifica. Si badi inoltre che, per quante conferme una teoria possa aver avuto, essa non è mai certa e definitiva, in quanto il prossimo controllo potrebbe smentire la teoria. Miliardi di conferme non rendono certa una teoria (quale ad esempio "tutti i pezzi di legno galleggiano in acqua") mentre un solo fatto negativo falsifica, dal punto di vista logico, la teoria (“questo pezzo di ebano non galleggia"). E' su questa asimmetria che Popper innesta il suo principio metodologico della falsificabilità: siccome una teoria, per quanto confermata, resta sempre smentibile, allora bisogna tentare di falsificarla, perché prima si trova un errore e prima lo si potrà eliminare con l'invenzione e la prova di una teoria migliore di quella precedente.

  • Jules Verne.



    Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905) è stato un grande scrittore di romanzi francese. È oggi considerato tra i più influenti autori di storie per ragazzi e, con i suoi romanzi scientifici, uno dei padri della moderna fantascienza. Ha anticipato, tra l'altro, la scoperta del sommergibile e degli antibiotici. All’età di venti anni inizia a scrivere commedie di teatro, sua grande passione e l’anno dopo, grazie a Dumas padre, ne rappresenta una in teatro.
    È del 1852 il primo romanzo avventuroso, "Un viaggio in pallone”. Nel 1857 trova la tranquillità economica grazie al matrimonio con una vedova benestante ed inizia a viaggiare e a scrivere: nel 1862 "Cinque settimane in pallone" e poi "Viaggio al centro della terra" e, nel 1865, "Dalla terra alla luna”. Altre opere di grande successo sono: "Ventimila leghe sotto i mari" (1869), "Il giro del mondo in ottanta giorni" (1873), "L'isola misteriosa" (1874), "Michele Strogoff" (1876), "I cinquecento milioni della Begum" (1879). Il periodo che va dal 1872 al 1889 è forse il migliore della sua vita e della sua carriera artistica.
    Ormai ricchissimo per la fortuna dei suoi libri in tutto il mondo, Verne ha i mezzi per conoscere direttamente i luoghi che ha descritto per informazione indiretta o ricreati con la sua fantasia. Con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati ed applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Le sue opere sono note in tutto il mondo. Verne è uno degli autori più letti in lingua straniera.
    Da wikipedia

  • Robert G. Edwards.



    Al termine della Seconda guerra mondiale, si laureò in Biologia per poi continuare i suoi studi nell'Università di Edimburgo, dove iniziò ad interessarsi di fecondazione. Nel 1978 utilizzò per primo, insieme a Patrick Steptoe, la tecnica della fecondazione assistita nella donna. Nel 2010 Edwards venne insignito del Nobel per la Medicina e Fisiologia proprio per tale tecnica. Immediata ed anche scontata la condanna della Santa Sede contro chi ha osato indagare sul “mistero della procreazione”, bilanciata, però, dalla soddisfazione di migliaia di donne che hanno potuto provare la gioia della maternità e mettere al mondo un “figlio della provetta”. Evidentemente alla Chiesa non è bastato un caso Galileo che dopo quattrocento anni mantiene ancora un solco tra scienza e fede. Le discutibili posizioni contro l’eutanasia in nome di un “metodo naturale” fanno a pugni con quella di non staccare le macchine in caso di coma irreversibile come nel caso di Eluana Englaro o di eutanasia di Piergiorgio Welby. Il motivo di fondo del dissenso della Chiesa, nel caso della fecondazione in vitro, è dato dal fatto che il bambino non è generato mediante l'incontro sessuale tra uomo e donna ma è "fabbricato" mediante la bio-tecnologia. Tuttavia, nel caso di "morte cerebrale", si considera che la cessazione di ogni attività del cervello coincida con la fine della persona. "Non si vede - commenta il teologo cattolico Giannino Piana - perché un criterio scientifico possa essere utilizzato per affermare che la vita non esiste più e un analogo criterio, altrettanto scientificamente sicuro, non possa invece venire assunto per affermare che la persona non c'è ancora".
    Ripreso in parte da un articolo di GIANCARLO ZIZOLA.

  • L'ultimo anatema sulla scienza maligna.



    di MIRIAM MAFAI.
    Si chiudano dunque i laboratori. Dietro ogni scienziato chino sulle sue provette è riconoscibile il Maligno. In particolare quando lo scienziato si permette di indagare su quello che per millenni è stato un mistero imperscrutabile, il mistero della procreazione. Questo era e resta il giudizio della Santa Sede. Questo è il giudizio della Santa Sede anche nel momento in cui a Robert Edwards viene conferito il premio Nobel per la medicina.
    Ma, se la Santa Sede protesta, centinaia di migliaia di donne saluteranno con soddisfazione questo riconoscimento al medico che ha regalato loro la gioia della maternità. Robert Edwards è infatti lo scienziato inglese che, nel 1978, dopo un lungo periodo di ricerca e di tentativi, è riuscito, per la prima volta a far incontrare in provetta uno spermatozoo e un ovulo. Da quell'incontro nasceva Louise Brown. Oggi Louise è una giovane donna, sana e felice, che ha dato vita, in modo naturale, ai suoi bambini. E in tutto il mondo, grazie al lavoro di Edwards vivono, sani e felici, centinaia di migliaia di bambini "figli della provetta". Dietro Robert Edwards non c'era il demonio, come sembra sospettare la Chiesa. C'era una grande passione per la scienza, e il tentativo di soddisfare il desiderio di maternità di donne che, per vari motivi, non riuscivano a soddisfare in modo naturale questo loro legittimo, spesso disperato desiderio. Da allora ad oggi centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo hanno provato la gioia di stringere tra le braccia un neonato, di cullarlo, di allattarlo, di crescerlo. La gioia di essere madri, che per qualche motivo era stato loro negato.
    Non sempre la natura è benigna. Lo sappiamo. Sia benvenuta dunque la scienza quando ci aiuta a superare un ostacolo naturale, quando ci offre una nuova possibilità. "Fatti non foste a viver come bruti", ci ricorda il Poeta, "ma per seguir virtute e canoscenza". Il premio Nobel a Robert Edwards non certifica solo il valore scientifico della sua opera, che del resto nessuno ha messo in dubbio, ma anche il valore etico di una scoperta: la sua tecnica viene sempre più spesso usata in una società che vede allungare i tempi di vita, slittare il momento dell'autonomia economica, ritardare le scelte di maternità. La scoperta di Edwards e ha lasciato aperta una possibilità , e quindi ha esteso la libertà di scelta delle donne in materia riproduttiva. Ed è proprio questa libertà di scelta, che le donne debbono a Robert Edwards, che indigna monsignor Carrasco, presidente dell'Accademia per la Vita. È questa libertà di scelta lo scandalo vero, la possibilità per le donne di decidere, di andare oltre il limite loro imposto, in molti casi, dalla natura. Si chiudano dunque i laboratori, dietro ogni scienziato si intravede il Maligno (che del resto ispirò già a suo tempo persino Galileo).

  • Tra Chiesa e scienziati un conflitto di venti secoli.



    di GIANCARLO ZIZOLA.
    Pio XII condannò per quattro volte la fecondazione artificiale, anche col seme del marito. Ma il no di fronte alla speranza di tante coppie crea disagio anche ai credenti. "Io vi supplico, Padri. Non facciamo un nuovo processo di Galileo. Uno basta alla storia". La voce del primate del Belgio cardinale Leo Joseph Suenens risuonava più grave nell'aula del Concilio, in quel 30 ottobre 1964, mentre invocava un riequilibrio della dottrina cattolica tradizionale sull'amore umano, il matrimonio e la famiglia. E l'argomento principale su cui la sua proposta si fondava era che il progresso scientifico contribuiva a mettere in valore aspetti dell'amore umano: "Ai tempi di Aristotele e Sant'Agostino noi non avevamo la stessa conoscenza delle leggi naturali. Oggi capiamo meglio la finalità dell'unione coniugale. Si ha una concezione più giusta dell'unione tra anima e corpo".
    Il monito lanciato allora alla Chiesa è tornato a rimbalzare successivamente. Il ritardo a recepire i risultati delle ricerche della psicanalisi è uno dei nuovi incidenti galileiani che ha portato il Vaticano, solo tre anni fa, a emarginare l'intervento sistematico della psicanalisi nella formazione e selezione dei candidati al sacerdozio: un'esclusione che è stata ripensata solo sotto la bufera della pedofilia del clero. Ma è principalmente sui grandi nodi di ogni esistenza umana, rappresentati dalla vita nei suoi primi e nei suoi ultimi momenti, che le relazioni tra Chiesa e mondo scientifico hanno conosciuto negli ultimi decenni fasi di malessere, talora di esplicito conflitto. Un cattolico di fede tradizionale, anzi neo-tomista come il filosofo Pietro Prini, non esitava anzi a denunciare "uno scisma sommerso" nella Chiesa, ormai incapace - diceva - di far comprendere i suoi dogmi ad una cultura lavorata strutturalmente dalla scienza moderna.
    I fronti critici citati sono il mito creazionista e quello del peccato originale, la condanna del piacere sessuale, la riproduzione di pretese dottrinarie fondate sull'essenzialismo religioso, tendenzialmente negatore della dimensione storica e della struttura relazionale dell'embrione umano, e pertanto lanciato sulla retorica fumosa e scomposta della denuncia di "olocausti in provetta" o di "deliri del ventre". D'altra parte anche ai tempi dell'enciclica "Humanae vitae" con la quale Paolo VI proibiva nel 1968 il ricorso alla "pillola" antifecondativa, l'argomento chiave della posizione della Chiesa si fondava sulla ripresa della categoria della "legge naturale" per giustificare il rifiuto della strumentalizzazione della persona umana e per difendere la causa del valore della vita. Pio XII aveva condannato quattro volte tutte le inseminazioni artificiali, compresa quella fatta col seme del marito. Da allora si è verificata un'evoluzione e anche la dottrina morale ufficiale della Chiesa ha finito per ammettere che l'inseminazione artificiale da parte del marito non ponga alcun problema etico. Nel 1978 Giovanni Paolo I si congratulò con la signora Leslie Brown per aver dato alla luce il primo bambino fecondato in vitro. Successivamente le posizioni ecclesiastiche divennero più caute. Nell'aprile 1984 "L'Osservatore romano" intervenne duramente commentando la nascita di Zoe, una bimba australiana nata mediante fecondazione in vitro e conservata allo stadio di embrione mediante congelamento. I bambini in provetta, ottenuti per congelamento o meno - dichiarava il giornale vaticano - non sono ammessi dalla morale cattolica. Il prelievo degli ovuli e la loro eventuale distruzione, nel caso in cui la fecondazione non fosse coronata da successo, sollevano gravi problemi morali.
    Il motivo di fondo del dissenso della Chiesa - a parte le questioni della dispersione degli embrioni o alla produzione di embrioni soprannumerari - è dato dal fatto che il bambino non è generato mediante l'incontro sessuale tra uomo e donna ma è "fabbricato" mediante la bio-tecnologia. Tuttavia, sono numerosi i teologi cattolici che si distanziano dalle posizioni tradizionali del magistero sulla questione dell'inizio della vita. Anche adottando la concezione scientificamente più restrittiva, per la quale una persona ha inizio a 6-7 giorni dal concepimento, la conclusione cui si arriva è che la persona non sussiste ancora all'atto della fecondazione, ciò che rende improponibili le teorie pre-scientifiche di Sant'Agostino e di San Tommaso d'Aquino. Si tratta di certezze favorite dalla scoperta del Dna, dati analoghi al concetto di "morte cerebrale" per il quale si considera che la cessazione di ogni attività del cervello coincida con la fine della persona. "Non si vede - commenta il teologo cattolico Giannino Piana - perché un criterio scientifico possa essere utilizzato per affermare che la vita non esiste più e un analogo criterio, altrettanto scientificamente sicuro, non possa invece venire assunto per affermare che la persona non c'è ancora". Disagi anche più forti per l'atteggiamento negativo della Chiesa su ogni forma di "procreazione medicalmente assistita", fosse anche omologa, che pure apre alle coppie spiragli di speranza altrimenti preclusi. La Chiesa sembra influenzata dal timore che si ceda all'euforia tecnologica, a un neo-scientismo che si farebbe totalitario, ma a sua volta dà motivo talora di restringere i suoi responsi entro categorie giuridiciste e persino materiali del significato della persona, della vita e della morte, rinunciando a liberare visioni capaci di storicizzare l'evento fondante della fede cristiana, cioè la Resurrezione di Cristo dal regno dei morti.
    Le sue messe in guardia dinanzi alle prodezze della biologia risentono del terrore verso sperimentazioni pericolose sugli embrioni umani, fino alla clonazione terapeutica o all'eutanasia deliberata. Le varie forme di manipolazione rese possibili dalle nuove bio-tecnologie hanno spinto il papato negli ultimi decenni a lanciare l'allarme sulle derive faustiane della modernità, sulle false audacie liberatrici e sulla mercificazione dei progressi scientifici: secondo le dottrine di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI (autore quest'ultimo di un rilancio della "legge naturale") non si può arricchire la conoscenza del feto nel ventre della madre, discernere la sua singolarità misteriosa, e nello stesso tempo trattarlo come un organo sprovvisto dei diritti propri di un essere umani, tanto più in ragione della sua debolezza. Allo stesso modo si rifiutano di passare sotto silenzio la tendenza a gestire gli ultimi istanti dell'esistenza in funzione delle convenienze immediate. Per cui il ricorso alla "legge naturale" funziona come antidoto (virtualmente universale) ad una progressiva riduzione tecnica dell'uomo: tesi sostenuta dai pontefici recenti, ma convalidata anche da Jurgen Habermas, secondo il quale l'idea di "natura" fonda il limite etico da istituire agli interventi illimitati della scienza sul patrimonio biologico umano.