• Coronavirus, il medico che zittisce la no vax: "Le opinioni non sono tutte uguali"




    Il dottor Eric Burnett del Columbia University Irving Medical Center, i cui video sono popolari su TikTok, riceve spesso messaggi da teorici della cospirazione che dubitano dell'efficacia dei vaccini. Ha deciso di rispondere a una no vax che sosteneva la teoria secondo la quale essere un medico non rende una persona un'autorità in tema di vaccini. Nella replica il dottor Burnett sottolinea la differenza di valore delle opinioni tra chi ha studiato medicina e lavora da decenni e chi si fa un'idea leggendo su internet.

    “Ciao ragazzi, sapete che mi piace condividere i commenti anti-Vax sui miei video.
    Ieri un commento diceva: “Solo perché sei un dottore non vuol dire che ne sai più di me su questi vaccini”.
    Karen, mi dispiace dirtelo, ma è così.
    Ho passato gli ultimi dieci anni della mia vita a dedicarmi allo studio della medicina e della scienza.
    Se condividere delle semplici teorie complottiste riguardo alla pandemia e al virus è la prova della tua conoscenza sull’argomento, mi dai prova incontrovertibile che ne so più di te.
    Sono stanco di fingere che le opinioni di tutti sul vaccino e sulla pandemia siano ugualmente valide perché non lo sono, perché le mie opinioni sono basate accuratamente su esami fattuali medici e dati su studi clinici randomizzati, controllati in doppio cieco, pubblicati e sottoposti a peer review su riviste mediche.
    E la tua opinione si basa su un meme cospirazionista QAnon condiviso da un tuo cugino di quarto grado scientificamente analfabeta, rimosso due volte dai social, che ti ha detto che il vaccino ti trasformerà in un panino con le melanzane e parmigiano.
    Le nostre opinioni non sono le stesse; lasciami essere chiaro: la tua intransigenza, testardaggine, incapacità di imparare qualcosa di nuovo sul mondo che ti circonda non è una medaglia al valore o qualcosa di cui essere orgogliosa. E’ imbarazzante



    https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-il-medico-che-zittisce-la-no-vax-le-opinioni-non-sono-tutte-uguali/374553/375167?ref=RHTP-BS-I278612739-P14-S5-F
  • Tess, il nuovo cacciatore di pianeti.



    Il suo occhio elettronico scruterà tutto il cielo alla ricerca di nuovi pianeti come la Terra e non solo. E' questo l'obiettivo del Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess), che sarà lanciato oggi dalla base di Cape Canaveral alle 6:32 locali (poco dopo la mezzanotte e mezza italiana). Trasportato da un vettore Falcon 9, Tess sarà operativo per almeno due anni, durante i quali osserverà circa 200mila stelle in tutto il cielo, alla ricerca delle debolissime fluttuazioni di luce che possono suggerire la presenza di un pianeta. Considerato l’erede del telescopio spaziale Kepler, che ha rivoluzionato la nostra conoscenza dei pianeti extrasolari, Tess potrebbe scoprire circa 20mila nuovi pianeti extrasolari, di cui 500 di tipo terrestre. Un bottino dieci volte superiore a quello di Kepler, che ci permetterà di realizzare un censimento senza precedenti della Via Lattea e di individuare nuovi potenziali gemelli della Terra capaci di ospitare la vita. Tess è la prima missione NASA a essere lanciata con il Falcon 9 di Space X, la compagnia privata di Elon Musk. Un lancio da circa 87 milioni di dollari, dopo il quale la missione sarà inserita in un'orbita molto ellittica mai utilizzata prima. Il satellite si allontanerà fino a una distanza pari a quella che separa la Terra dalla Luna, per poi avvicinarsi a soli 30 mila chilometri dalla Terra e inviare i dati scientifici a Terra. Per compiere l'intera orbita, il satellite impiegherà circa 14 giorni. Ma l'orbita è solo uno degli aspetti innovativi di questa missione, il cui costo totale si aggira intorno ai 200 milioni di dollari. Tess arriva a nove anni dal lancio di Kepler, il 'cacciatore di pianeti' che nel corso della sua attività ha scoperto circa 2300 pianeti extrasolari e ne ha individuati altrettanti come candidati pianeti in attesa di conferma. Analogamente a Kepler, anche Tess scoprirà nuovi pianeti con il metodo dei transiti, cioè misurando in modo accurato le variazioni di luce delle stelle osservate. Quando un pianeta transita di fronte alla stella principale, la luce della stella diminuisce leggermente, e da queste variazioni luminose è possibile ricavare la presenza di uno o più pianeti e determinarne le caratteristiche principali. Ma a differenza del suo predecessore, Tess adotterà una strategia osservativa differente. Nella fase principale della sua missione infatti, Kepler ha osservato un campione di 150mila stelle in una determinata regione di cielo fra le costellazioni del Cigno e della Lira, fino a una distanza di circa 1000 anni luce. Tess invece osserverà tutto il cielo, tenendo sotto controllo 200mila fra le più brillanti stelle visibili, molte delle quali a distanze inferiori a 300 anni luce. In questo modo potremo scoprire sistemi stellari più vicini, che quindi potremo indagare in gran dettaglio. Dopo il lancio seguiranno 60 giorni per mettere a punto le apparecchiature, e i primi dati scientifici dovrebbero arrivare a giugno, anche se ci vorranno alcuni mesi prima che gli scienziati li analizzino e rendano pubblici i primi risultati. Ma in estate potremmo avere un'anteprima del nuovo bottino di pianeti scoperti da Tess, e magari qualche nuova scoperta che ancora non possiamo nemmeno immaginare.
    Da repubblica.it 16-4-2018

  • Funziona la vela solare Lightsail-2



    LightSail 2 è stato lanciato il 25 giugno 2019 su un razzo Falcon Heavy. Si tratta di un progetto atto a collaudare le vele solari controllate utilizzando i satelliti artificiali CubeSat, sviluppati dalla Planetary Society, un'organizzazione globale no-profit dedicata all'esplorazione spaziale. Il nucleo del veicolo misura 10x10x30 cm e la vela solare, a forma di aquilone, ha un'area complessiva di 32 mq. La propulsione dipende esclusivamente dai fotoni solari (provenienti dal Sole) che esercitano una pressione di radiazione sulla vela, producendo un minimo di accelerazione. Pertanto la vela solare è spinta dalla pressione della luce e non dalle particelle cariche del vento solare.


    Il design modulare si basa sul CubeSat, un piccolo formato, modulare e composto da tre unità, di satellite creato per progetti spaziali di livello universitario. Un modulo di dimensione paragonabile al CubeSat porta le telecamere, i sensori e i sistemi di controllo, e l’altra unità conterrà e spiegherà le vele solari. La navicella contiene quattro vele triangolari, che si combinano per formare una superficie di forma rettangolare, fatte di Mylar, un film riflettente di poliesteri.
    Il 5 agosto si è avuta la conferma di un piccolo cambiamento di rotta nella sua orbita intorno alla Terra; un successo che dimostra la possibilità concreta di un volo controllato nello spazio, rapido e a basso costo, e la possibilità di navigazione solare controllata in un CubeSat modificando l'orbita del veicolo spaziale solo attraverso la pressione della luce solare grazie alla propulsione del Sole, come spiegano gli esperti della Planetary Society, l'organizzazione no-profit americana che ha ideato il progetto finanziandolo attraverso il crowdfunding. Prossimo obiettivo sarà portare le vele più lontano (apogeo) ed avvicinare invece il perigeo in modo tale da favorire il rientro sulla Terra in un paio di anni.
    da wiki e repubblica.it

  • La Scienza non è un talk-show.



    "La scienza non è democratica". Parola di Piero Angela che nell'Arena Robinson, intervistato da Paolo Mauri, torna su questioni attuali, come la paura dei vaccini, oppure il timore delle scie chimiche. Il giornalista divulgatore per eccellenza, padre di programmi come Quark e SuperQuark, che tornerà a luglio con sette nuove puntate, sostiene che "tutti noi abbiamo bisogno di divulgazione scientifica e formazione scientifica, altrimenti ci esponiamo a rischi. Quello dei vaccini è un caso. Basta poco per incendiare i discorsi. Cosa fate, i vaccini uccidono i vostri figli, dicono quelli contrari. Ma su che basi? Ci sono stati giornalisti perseguitati per queste cose". Angela ricorda un aneddoto del periodo del metodo Di Bella. "Andai a parlare a Milano con Veronesi e Galoppini per informarmi e documentarmi. Il taxista mi chiese cosa ne pensavo. Io chiesi: E lei? Mi tirò fuori che dietro ci sono sempre le case farmaceutiche, che dietro c'era qualche manovra". Lo stesso Angela ha subito cinque processi quando ha attaccato l'omeopatia: "Ho detto solo che l'omeopatia non ha nessun effetto a parte quello del placebo. Un immunologo aggiunse che era come acqua fresca. Mi attaccarono perché non avevo rispettato la par condicio. Insomma, avrei dovuto dare spazio a chi sosteneva l'omeopatia. Io dissi al giudice che non dovevo farli parlare perché la scienza non è un talk show. La velocità della luce non si decide a maggioranza o per alzata di mano. In fin dei conti - conclude - la scienza è la forma più alta di buon senso". Ricorda anche il più recente caso Stamina "su cui anche la magistratura ha sbagliato; capisco che esistano concetti come la libertà di cura, ma è una questione di evidenza scientifica. Per questo la divulgazione scientifica, la scienza a scuola, non solo le materie scientifiche, sono necessarie". Cos'è la divulgazione per Angela? "Il mondo è pieno di persone curiose, persone che non hanno una chiave di accesso. La divulgazione non è meno nobile, ma aiuta tante persone ad aprire le porte della stanza di conoscenza.
    Da repubblica.it del 13-5-2018