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Sulla piattaforma 39B del Kennedy Space Center è tutto pronto per dare il via ad una missione che non dovrà allunare, ma comunque lasciare la Terra dopo 53 anni e raggiungere la Luna, superandola di quasi 10mila chilometri. È la prima missione di Artemis con equipaggio e i quattro astronauti, arrivati al Kennedy Center già da 5 giorni, sono più che pronti. Si addestrano da aprile 2023 e non vedono l’ora di partire, come loro stessi hanno affermato alla conferenza stampa dello scorso weekend. Questa volta non sono previsti test di rifornimento del razzo SLS con diversi giorni di anticipo, come in occasione del tentativo di lancio di febbraio. Il carico del combustibile liquido (idrogeno e ossigeno per un peso totale del razzo con la navicella di 2.600 tonnellate, verrà effettuato nelle ore precedenti il lancio e (a differenza di quanto da SpaceX), prima dell’arrivo degli astronauti. I criteri di sicurezza NASA, infatti, sono decisamente più stringenti. Se Artemis 2 non potrà essere lanciata il primo aprile, vi sono comunque altre opportunità dal 2 al 6, con un'ulteriore finestra di lancio che si aprirà il 30 aprile e che potrebbe estendersi fino a maggio. A bordo della navicella Orion saranno gli astronauti statunitensi Reid Weiseman (comandante della missione), Victor Glover (pilota della Orion, dagli astronauti battezzata “Integrity”), e gli ingegneri di bordo Christina Kohk e il canadese Jeremy Hansen. Gli astronauti verranno inviati verso la Luna nella capsula Orion, un Apollo più grande e quindi più spaziosa, in grado di ospitare 4 anziché tre astronauti. Non più un veicolo spaziale interamente statunitense, ma con il modulo di servizio costruito in Europa (e grazie all’industria italiana di settore).
Orion rispetto al suo glorioso predecessore ospita a bordo apparati assai più evoluti, in grado di far viaggiare l’astronave verso la Luna e ritorno in regime automatico, e con gli astronauti in grado anche solo di “governare” il loro veicolo spaziale. Su Orion è innovativo anche lo scudo termico di protezione durante il rientro negli strati atmosferici della Terra. Non più una piattaforma a strati per sublimare, ma formato quasi esclusivamente da tegole, simili a quelle dello Shuttle. Al termine della prima missione Artemis 1 senza equipaggio, del novembre-dicembre 2022, vennero notati alcuni danni alla protezione dello scudo, e fu questa la ragione principale per cui il lancio di Artemis 2, previsto allora per inizio 2024, è poi slittato dapprima al 2025 e infine al 2026. Il razzo vettore SLS sospingerà il complesso spaziale fino a un “parcheggio” in orbita terrestre per effettuare due giri attorno al nostro pianeta. Separerà i due booster laterali a combustibile solido 2 minuti e 8 secondi dopo il lancio, e spegnerà i motori del primo stadio 8 minuti dopo la partenza, separando il secondo stadio 12 secondi dopo. Orion, sempre attaccata in orbita terrestre al secondo stadio ICPS, aprirà poi i pannelli solari. A circa 4 ore dal lancio, Orion con a bordo i 4 astronauti accenderà il suo motore e punterà verso la Luna. Dopo 4 giorni di viaggio, Orion raggiungerà la Luna. E gli astronauti potranno scatenarsi con le macchine fotografiche. Non più le pellicole Kodak della storica immagine “Earth Rise” dell’Apollo 8, ma macchine digitali sofisticate per fotografie mozzafiato. Orion batterà così il record di distanza di un equipaggio umano dalla Terra, che era dell’Apollo 13, con 400.171 chilometri. È una traiettoria detta “di libero ritorno”, scelta solo per questa missione per ragioni di sicurezza, essendo il primo volo con astronauti di Artemis. Quindi non un ingresso in orbita lunare, che richiede operazioni manovrate (come ai tempi delle Apollo) ma un tragitto studiato per riportare automaticamente l’astronave verso la Terra in caso di guasto ai motori della Orion. Il rientro sulla Terra avverrà nell’Oceano Pacifico, 9 giorni, un’ora e 46 minuti dal lancio da Cape Canaveral.
di Antonio Lo Campo
da repubblica.it del 1-4-2026
Da stasera, allineati da est a ovest subito dopo il tramonto. Per alcuni è necessario un binocolo o un telescopio Ci saranno tutti. Da stasera, fino alla fine della settimana, i sette i pianeti del sistema solare (a parte la Terra) saranno visibili contemporaneamente in cielo. In condizioni ideali possiamo osservarne cinque senza binocolo o telescopio: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Urano è ai limiti: in una zona molto buia, in una notte senza Luna, chi ha buoni occhi potrebbe scorgerlo, purché sappia esattamente dove guardare. Per Nettuno è invece indispensabile uno strumento ottico. Per poter vedere contemporaneamente sette pianeti allineati devono tutti trovarsi sullo stesso lato del sistema solare. Non è un evento unico (è accaduto anche lo scorso gennaio), ma gli eventi della meccanica celeste vogliono che non tornerà a ripetersi prima del 2040.
Quella che gli astronomi chiamano “parata di pianeti” darà il meglio di sé subito dopo il tramonto di oggi, mercoledì e giovedì, grazie anche alla presenza discreta di una Luna nuova. Poiché il sistema solare è pressoché piatto, i pianeti dal punto di vista della Terra appariranno quasi allineati. Marte sarà visibile con il suo rosa pallido a est, piuttosto in alto (a circa 30° dall’orizzonte), così come Giove a sud-sud-ovest e poco più a destra Urano. A ovest, nei pressi del punto in cui tramonta il Sole, compariranno vicino all’orizzonte Venere e, leggermente più in basso, Nettuno, Mercurio e Saturno.
Saturno e Mercurio, i più bassi in cielo, tramonteranno circa un’ora dopo il Sole e saranno visibili solo laddove l’orizzonte non è piatto (quindi non in montagna). La loro luce si confonderà con gli ultimi bagliori del Sole. Probabilmente servirà un binocolo o un telescopio anche per loro. Saturno tra l’altro sarà il primo a sfilarsi dalla parata alla fine di febbraio. Venere (la luce più brillante del cielo), Giove e Marte resteranno invece brillanti fino a notte fonda.
Per abituare gli occhi al buio occorre molto più di quanto non pensiamo: almeno mezz’ora. Basta poi un’occhiata al cellulare per interrompere questo adattamento. La presenza di tutti i pianeti dallo stesso lato del sistema solare non ha effetti gravitazionali apprezzabili. La massa del Sole è talmente preponderante da annullare in pratica la forza di gravità degli altri corpi celesti.
da un articolo di Elena Dusi da repubblica.it del 25-2-2025
Dopo la discutibile cancellazione delle multe ai no vax per la mancata vaccinazione contro il Covid, un'altra perla di questo governo. Un astrologo al ministero contro i tumori; 50 scienziati scrivono a Schillaci: “Ridicola baggianata”. La lettera promossa dell’associazione Luca Coscioni a seguito della presenza di Jxxxxxr alla conferenza stampa della Lilt: “L’astrologia è priva di basi scientifiche, la scienza sia al centro della salute pubblica”. Un astrologo al ministero della Salute, a parlare di lotta contro il cancro. Accade il 5 dicembre 2024, all’evento promosso dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori al seno durante la presentazione al ministro Orazio Schillaci del lavoro della Lilt e delle prospettive future. Sul palco dei relatori, come raccontato da Il Foglio, c’è anche Jxxxxxr, professione astrologo. Una presenza che non passa inosservata e anzi diventa ora un caso politico.
L’associazione Luca Coscioni decide infatti di scrivere al ministro della Salute una lettera aperta, già sottoscritta da cinquanta personalità del mondo della ricerca, della scienza e della politica, tra le quali Michele De Luca e Silvio Garattini. “L'astrologia è priva di basi scientifiche e non ha (o non dovrebbe avere) alcuna legittimità in un contesto dedicato alla salute – si legge nella lettera – Non è la prima volta e non sarà l’ultima, ma il rischio di considerare pratiche antiscientifiche come affidabili o al più innocue è reale. Ognuno è libero di farsi leggere le carte e i fondi del caffè o di affidarsi agli astri, ma certo non in un ambito istituzionale”. L'astrologo, scrivono la Coscioni e gli altri, ha parlato “degli influssi della Luna e di Giove sul nostro corpo e della necessità di essere in equilibrio con l'universo”. Potrebbe far ridere, si sottolinea, “sentire invocare lo zodiaco per difenderci dal cancro, se gli approcci antiscientifici non erodessero parallelamente la fiducia in medici e scienziati”. “È inammissibile”, affermano, “che questa ridicola baggianata trovi spazio addirittura in una sala del ministero della Salute intitolata al generale dei carabinieri Cosimo Piccinno, paladino al fianco della scienza durante la vicenda Stamina e pluripremiato per la sua azione contro la ciarlataneria. Uno sberleffo alla sua memoria”. Il documento evidenzia come il tutto sia avvenuto alla presenza di Francesco Schittulli, presidente della Lilt. Un'associazione, viene specificato, finanziata anche con denaro pubblico e vigilata dal ministero della Salute. Secondo Coscioni, “il messaggio che se ne deduce è: volete guarire dal cancro o non farvelo venire? Fatevi aiutare dagli influssi dei pianeti e degli astri”. (cortesia da repubblica.it del 12-12-2024).
"La scienza non è democratica". Parola di Piero Angela che nell'Arena Robinson, intervistato da Paolo Mauri, torna su questioni attuali, come la paura dei vaccini, oppure il timore delle scie chimiche. Il giornalista divulgatore per eccellenza, padre di programmi come Quark e SuperQuark, che tornerà a luglio con sette nuove puntate, sostiene che "tutti noi abbiamo bisogno di divulgazione scientifica e formazione scientifica, altrimenti ci esponiamo a rischi. Quello dei vaccini è un caso. Basta poco per incendiare i discorsi.
Angela ricorda un aneddoto del periodo del metodo Di Bella. "Andai a parlare a Milano con Veronesi e Galoppini per informarmi e documentarmi. Il taxista mi chiese
cosa ne pensavo. Io chiesi: E lei? Mi tirò fuori che dietro ci sono sempre le case farmaceutiche, che dietro c'era qualche manovra". Lo stesso Angela ha subito
cinque processi quando ha attaccato l'omeopatia: "Ho detto solo che l'omeopatia non ha nessun effetto a parte quello del placebo. Un immunologo aggiunse che era
come acqua fresca. Mi attaccarono perché non avevo rispettato la par condicio. Insomma, avrei dovuto dare spazio a chi sosteneva l'omeopatia. Io dissi al giudice che
non dovevo farli parlare perché la scienza non è un talk show. La velocità della luce non si decide a maggioranza o per alzata di mano. In fin dei conti - conclude - la
scienza è la forma più alta di buon senso". Ricorda anche il più recente caso Stamina "su cui anche la magistratura ha sbagliato; capisco che esistano concetti come la
libertà di cura, ma è una questione di evidenza scientifica. Per questo la divulgazione scientifica, la scienza a scuola, non solo le materie scientifiche,
sono necessarie".
Cos'è la divulgazione per Angela? "Il mondo è pieno di persone curiose, persone che non hanno una chiave di accesso. La divulgazione non è meno nobile, ma aiuta tante
persone ad aprire le porte della stanza di conoscenza.
Da repubblica.it del 13-5-2018