• Insight è arrivata su Marte. Studierà l'interno del pianeta.



    La sonda, partita il 5 maggio 2018, dopo un viaggio di sei mesi si è posata sul pianeta rosso. Dotata di apparecchiature per una perforazione del sottosuolo fino a cinque metri di profondità, studierà il calore interno dei primi strati di Marte, cosa mai avvenuta in precedenza, e metterà a dimora un sismografo in grado di studiare i terremoti marziani e di scoprire eventuali movimenti degli strati profondi del pianeta. Temperature molto più elevate nei primi metri di profondità, rispetto alla superficie, potrebbero giustificare la presenza di acqua allo stato liquido nel sottosuolo, magari contenente qualche forma di procarioti (batteri primitivi). Un lago di questo tipo, di acqua salata e protetto dai raggi cosmici, è già stato scoperto il 26 luglio 2018 a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte dal radar italiano Marsis della sonda Mars Express. Insight ha attivato due pannelli fotovoltaici di circa 6 metri quadrati di superficie, in grado di fornire energia sia ai sistemi di trasmissione dati che a quelli di scavo; è inoltre dotata di un braccio meccanico mobile di circa 180 cm di lunghezza. A differenza di Curiosity, che dal 22 luglio 2011 esplora il cratere Gale muovendosi autonomamente grazie ai propri motori elettrici, la sonda rimarrà nella sua posizione iniziale per una lunga attività di esplorazione profonda del sito. Altro scopo della missione è quello di rilevare eventuali oscillazioni dell'asse di rotazione del pianeta. Sulla sonda sono presenti diversi strumenti italiani che sono serviti anche per guidarla con precisione nello spazio.

  • Tess, il nuovo cacciatore di pianeti.



    Il suo occhio elettronico scruterà tutto il cielo alla ricerca di nuovi pianeti come la Terra e non solo. E' questo l'obiettivo del Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess), che sarà lanciato oggi dalla base di Cape Canaveral alle 6:32 locali (poco dopo la mezzanotte e mezza italiana). Trasportato da un vettore Falcon 9, Tess sarà operativo per almeno due anni, durante i quali osserverà circa 200mila stelle in tutto il cielo, alla ricerca delle debolissime fluttuazioni di luce che possono suggerire la presenza di un pianeta. Considerato l’erede del telescopio spaziale Kepler, che ha rivoluzionato la nostra conoscenza dei pianeti extrasolari, Tess potrebbe scoprire circa 20mila nuovi pianeti extrasolari, di cui 500 di tipo terrestre. Un bottino dieci volte superiore a quello di Kepler, che ci permetterà di realizzare un censimento senza precedenti della Via Lattea e di individuare nuovi potenziali gemelli della Terra capaci di ospitare la vita. Tess è la prima missione NASA a essere lanciata con il Falcon 9 di Space X, la compagnia privata di Elon Musk. Un lancio da circa 87 milioni di dollari, dopo il quale la missione sarà inserita in un'orbita molto ellittica mai utilizzata prima. Il satellite si allontanerà fino a una distanza pari a quella che separa la Terra dalla Luna, per poi avvicinarsi a soli 30 mila chilometri dalla Terra e inviare i dati scientifici a Terra. Per compiere l'intera orbita, il satellite impiegherà circa 14 giorni. Ma l'orbita è solo uno degli aspetti innovativi di questa missione, il cui costo totale si aggira intorno ai 200 milioni di dollari. Tess arriva a nove anni dal lancio di Kepler, il 'cacciatore di pianeti' che nel corso della sua attività ha scoperto circa 2300 pianeti extrasolari e ne ha individuati altrettanti come candidati pianeti in attesa di conferma. Analogamente a Kepler, anche Tess scoprirà nuovi pianeti con il metodo dei transiti, cioè misurando in modo accurato le variazioni di luce delle stelle osservate. Quando un pianeta transita di fronte alla stella principale, la luce della stella diminuisce leggermente, e da queste variazioni luminose è possibile ricavare la presenza di uno o più pianeti e determinarne le caratteristiche principali. Ma a differenza del suo predecessore, Tess adotterà una strategia osservativa differente. Nella fase principale della sua missione infatti, Kepler ha osservato un campione di 150mila stelle in una determinata regione di cielo fra le costellazioni del Cigno e della Lira, fino a una distanza di circa 1000 anni luce. Tess invece osserverà tutto il cielo, tenendo sotto controllo 200mila fra le più brillanti stelle visibili, molte delle quali a distanze inferiori a 300 anni luce. In questo modo potremo scoprire sistemi stellari più vicini, che quindi potremo indagare in gran dettaglio. Dopo il lancio seguiranno 60 giorni per mettere a punto le apparecchiature, e i primi dati scientifici dovrebbero arrivare a giugno, anche se ci vorranno alcuni mesi prima che gli scienziati li analizzino e rendano pubblici i primi risultati. Ma in estate potremmo avere un'anteprima del nuovo bottino di pianeti scoperti da Tess, e magari qualche nuova scoperta che ancora non possiamo nemmeno immaginare.
    Da repubblica.it 16-4-2018

  • Kepler ha esaurito le batterie.



    Il telescopio spaziale ha finito le batterie. Lo ha annunciato la Nasa. In 10 anni di attività ha individuato 2.600 esopianeti, dimostrando che il nostro sistema solare ha molti sosia nell'universo. L'erede Tess, lanciato ad aprile, è già pronto a raccoglierne l'eredità. (di ELENA DUSI) Quasi dieci anni di lavoro e 2.681 esopianeti scoperti. E’ andata ben oltre le aspettative, la vita del telescopio spaziale della Nasa Kepler. Oggi le sue batterie si sono definitivamente esaurite. Lo ha annunciato l’agenzia spaziale americana. Erano un paio di mesi che il cacciatore di mondi alieni zoppicava. Dall’inizio di ottobre la sua capacità di puntare una stella lontana e di osservare eventuali, debolissimi cali della luminosità (segno che un pianeta stava orbitando davanti al suo disco) si era indebolita. Lo scienziato della Nasa William Boruki, primo direttore del programma scientifico di Kepler, ha sintetizzato così l'abilità del telescopio: “E’ come notare una pulce sul faro di un auto a 100 miglia di distanza”. Dato per spacciato già una volta nel 2013, poi tornato a funzionare, Kepler oggi è sinonimo di ricerca della vita aliena. Grazie a lui abbiamo scoperto nuove Terre in altri sistemi solari: pianeti rocciosi potenzialmente capaci di ospitare la vita, che orbitano attorno a una stella. Una decina di essi sono osservati speciali: ricadono nella cosiddetta "Goldilocks zone" in cui si concentrano diversi parametri favorevoli alla presenza di acqua liquida in superficie e allo sviluppo di sistemi biologici. L’anno scorso Kepler ha trovato anche un gemello del nostro Sole con otto pianeti a ruotargli attorno. Una scena davvero familiare. Viaggiando a 150 milioni di chilometri dalla Terra (distanza di tutta sicurezza), Kepler resterà d'ora in poi in un’orbita stabile attorno al Sole. Ci lascia in eredità una statistica da cui partire per cercare tracce di vita aliena: ogni stella della Via Lattea ha in media almeno un pianeta che gli ruota attorno. Nella nostra galassia, dunque, i pianeti sarebbero più numerosi delle stelle. Per un telescopio che tramonta, ce ne è uno che sorge. Tess, lanciato dalla Nasa lo scorso aprile, è già pronto a ereditare l’etichetta di “cacciatore di pianeti”. A zoppicare nello spazio restano anche lo storico Hubble – 28 anni di immagini strepitose – e Chandra, da 19 anni specializzato nell’osservazione dell'universo a raggi X.
    Da repubblica.it del 31-10-2018

  • La Scienza non è un talk-show.



    "La scienza non è democratica". Parola di Piero Angela che nell'Arena Robinson, intervistato da Paolo Mauri, torna su questioni attuali, come la paura dei vaccini, oppure il timore delle scie chimiche. Il giornalista divulgatore per eccellenza, padre di programmi come Quark e SuperQuark, che tornerà a luglio con sette nuove puntate, sostiene che "tutti noi abbiamo bisogno di divulgazione scientifica e formazione scientifica, altrimenti ci esponiamo a rischi. Quello dei vaccini è un caso. Basta poco per incendiare i discorsi. Cosa fate, i vaccini uccidono i vostri figli, dicono quelli contrari. Ma su che basi? Ci sono stati giornalisti perseguitati per queste cose". Angela ricorda un aneddoto del periodo del metodo Di Bella. "Andai a parlare a Milano con Veronesi e Galoppini per informarmi e documentarmi. Il taxista mi chiese cosa ne pensavo. Io chiesi: E lei? Mi tirò fuori che dietro ci sono sempre le case farmaceutiche, che dietro c'era qualche manovra". Lo stesso Angela ha subito cinque processi quando ha attaccato l'omeopatia: "Ho detto solo che l'omeopatia non ha nessun effetto a parte quello del placebo. Un immunologo aggiunse che era come acqua fresca. Mi attaccarono perché non avevo rispettato la par condicio. Insomma, avrei dovuto dare spazio a chi sosteneva l'omeopatia. Io dissi al giudice che non dovevo farli parlare perché la scienza non è un talk show. La velocità della luce non si decide a maggioranza o per alzata di mano. In fin dei conti - conclude - la scienza è la forma più alta di buon senso". Ricorda anche il più recente caso Stamina "su cui anche la magistratura ha sbagliato; capisco che esistano concetti come la libertà di cura, ma è una questione di evidenza scientifica. Per questo la divulgazione scientifica, la scienza a scuola, non solo le materie scientifiche, sono necessarie". Cos'è la divulgazione per Angela? "Il mondo è pieno di persone curiose, persone che non hanno una chiave di accesso. La divulgazione non è meno nobile, ma aiuta tante persone ad aprire le porte della stanza di conoscenza.
    Da repubblica.it del 13-5-2018