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Darwin: la vita.


Il matrimonio, i figli, la malattia: vicende personali e riflessioni teoriche.


Nel novembre del 1838, Darwin chiese alla cugina Emma Wedgwood di sposarlo, preoccupato da un po' dalle sue condizioni di salute e dal ritmo di lavoro intenso. Può sembrare strano, ma, con mentalità scientifica valutò i pro ed i contro della vita matrimoniale. Di questa apprezzava la compagnia e la possibile assistenza nella vecchiaia, di contro la mancanza di libertà di andare dove voleva, il chiasso dei bambini, i litigi e le concessioni al partner. La soluzione? Sposare la cugina ricca che conosceva le lingue ed era un'amante dello sport e della musica.

A casa di Emma, a Maer, osservò i lombrichi al lavoro che avevano dissodato una vasta estensione di terreno. Di lì a poco presentò una breve relazione sull'argomento alla Geological Society, un autentico successo, con 3500 copie vendute nel giro di pochi mesi. Il 29 gennaio 1839, sul diario scrive:"Mi sposo a Maer all'età di trenta anni; ritorno a Londra". Il 5 febbraio: "Incominciato tedesco". Il 7 febbraio: "Ricominciata monografia sui banchi di corallo".

Con annotazioni scarne venivano registrati essenzialmente spostamenti, date di inizio e fine dei lavori e, con notevole scrupolo, il presentarsi dei suoi malesseri, oltre a pochi altri eventi di particolare rilievo. Il 27 dicembre dello stesso anno, scrive: "Nato un figlio alle 9,30".

E' William Erasmus (1839-1914) la cui nascita rappresenta una nuova opportunità di studio, favorita dalla eccellente occasione di un'osservazione ravvicinata. Fin dai primissimi giorni di vita del figlio mette in atto un'osservazione continuata e sistematica dei suoi comportamenti , ne effettua una scrupolosa registrazione, e laddove possibile stabilisce analogie con il comportamento animale, con una speciale attenzione all'insorgere delle emozioni e delle relative espressioni.

Ne mette a confronto il comportamento con quello delle scimmie di fronte a particolari esperienze come l'osservazione della propria immagine riflessa nello specchio. Gli appunti sarebbero stati pubblicati solo nel 1877, sulla rivista "Mind". Dopo Doddy, l'affettuoso soprannome con cui veniva chiamato William, nacquero altri nove figli: Annie nel 1841, Mary l'anno successivo (sopravvisse solo per tre settimane), Henrietta nel 1843, George nel 1845, Bessy nel 1847, Francis nel 1848, Leonard nel 1850, Horace nel 1851, e infine, nel 1856, Charles Waring, probabilmente affetto da sindrome di Down e che morì dopo 18 mesi a causa di un'epidemia di scarlattina .

Darwin, nonostante il lavoro, sembra essere stato un padre affettuoso e presente, capace anche di giocare con i suoi bambini. Fu sempre attento alle loro condizioni di salute, preoccupato che potessero aver ereditato proprio da lui quella mai diagnosticata malattia che lo tormentava. A parte i due bambini morti in tenerissima età, avrebbe effettivamente provato l'immenso dolore della morte della sua secondogenita, Annie. All'età di dieci anni, la bimba si ammalò e andò progressivamente peggiorando fino a che Darwin, visto vano ogni altro intervento, decise di sottoporla a quella idroterapia,a base di docce fredde, frizioni, impacchi e abluzioni varie, praticata dall'allora celebre Dottor Gully; una cura dalla quale Darwin aveva tratto un qualche giovamento, ma per la piccola Annie non ci fu nulla da fare ....

La morte della bambina acutizzò e portò in primo piano quella sorta di nucleo irrisolto nei rapporti con la moglie che era profondamente credente e nella fede trovò conforto. Lui, invece, se ne era progressivamente e inesorabilmente allontanato fin da prima di sposarla, ma il rispetto per i sentimenti della moglie e il saperla angosciata per le sue scelte costituì sempre motivo di preoccupazione. Nella Autobiografia Darwin racconta come "l'incredulità s'insinuò lentamente nel mio spirito fino a diventare totale" e come progressivamente egli avesse sviluppato "un atteggiamento scettico e razionalista". L'estrema difficoltà, se non l'impossibilità, di concepire l'universo e l'uomo stesso "come il risultato del mero caso o di una cieca necessità" sono alla base della credenza in una Causa Prima dotata di un'intelligenza in qualche modo analoga a quella dell'uomo. "Ma allora nasce il dubbio: quale fiducia si può avere in queste alte concezioni che sono formulate dalla mente umana, la quale, secondo il mio fermo convincimento, si è sviluppata da una mente semplice, uguale a quella degli animali inferiori? Non può darsi che esse siano il risultato di un rapporto tra causa ed effetto, che ci appare indiscutibile, ma che forse è soltanto trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei bambini produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente? Non è mia pretesa far luce su questi astrusi problemi. Il mistero del principio dell'universo è insolubile per noi, e perciò, per quel che mi riguarda, mi limito a dichiararmi agnostico." … Per lui dichiararsi tale era un elegante compromesso per uscire dal conflitto tra scienza e fede così sentito nella cultura e nella società vittoriane; poteva ancora esserci una sorta di continuità tra la teologia naturale che proprio attraverso la "legge naturale" giungeva alla celebrazione della grandezza del Creatore e il pensiero naturalistico degli agnostici, che, seppur schierati in difesa della scienza, potevano così evitare una contrapposizione insanabile nei confronti della religione.

Da un articolo di Barbara Continenza, su “I grandi della Scienza”.

Down House.

Down House è stata la casa di Darwin (1809-1882) dal 1842 fino alla sua morte 40 anni dopo. Situata nel villaggio rurale di Downe Kent, la casa ha offerto la pace e la privacy di cui Darwin aveva bisogno per lavorare sulle sue rivoluzionarie teorie scientifiche. Fu qui che sviluppò le sue idee sull'evoluzione per selezione naturale e che scrisse il suo lavoro pionieristico, 'L'origine delle specie per mezzo della selezione naturale' (1859), un libro che ha scosso il mondo vittoriano e che ha influenzato pensiero scientifico da allora.

Scarpe sotto una panchina della sala d'ingresso della casa.


Strumenti di lavoro e studio.



Raccolta di insetti




La serra dove coltivava e faceva esperimenti sulle sue piante.


Scrivania di Darwin




Interno di Down House, la casa dove Charles Darwin scrisse "L'origine delle specie". Visse qui con la sua famiglia per 40 anni e fu un santuario per concentrarsi sui suoi esperimenti e sulle opere, mentre guardava i suoi figli crescere.


Servizio da tavola ricevuto dalla madre.

(Foto: cortesia BBC)