Vanità

Barriera corallina






Origine degli atolli corallini.

Molto noto è lo studio degli atolli corallini: secondo Darwin alcuni vulcani sarebbero lentamente sprofondati negli oceani costringendo i Coralli che vivevano su di essi a portarsi più in alto verso la superficie, non potendo questi vivere a profondità superiori a 60 metri. L’atollo nasceva in questo modo con un vuoto al centro.

Gli indigeni della Terra del Fuoco.

Il contatto, con gli indigeni della Terra del Fuoco lo portò a riflettere sull'uomo e sulla civiltà: "Era per me uno spettacolo assolutamente imprevisto e molto interessante: non avrei mai creduto che ci fosse tale abisso tra un uomo civilizzato ed un selvaggio; c'è una differenza più grande che tra un animale domestico e il suo equivalente selvatico, proprio perché nell'uomo v'è maggiore capacità di miglioramento". Questa esperienza gli suggerì che la variabilità, all'interno della stessa specie, fosse molto alta.

Cronologia Geologica


La datazione dei fossili, e di conseguenza delle rocce che li contengono, può essere relativa o assoluta. Nel primo caso, grazie ai fossili guida (resti di animali o vegetali vissuti su gran parte della superficie terrestre, soprattutto lungo le coste, in un intervallo temporale limitato a una decina di milioni di anni), si può dire se una roccia sia più antica o recente di un'altra, nel secondo caso (tcniche radiometriche) si assegna un'età alla formazione rocciosa.
Per reperti recenti, di età inferiore a 50.000 anni, si usa il C-14.

Ragionare come Darwin.

Scriveva Darwin nel 1836 a proposito delle Galàpagos: "La storia naturale di queste isole è assai curiosa e degna di molta attenzione. La maggior parte degli organismi sono autoctoni e non si trovano in alcun altro posto e anche gli abitatori delle diverse isole differiscono tra loro: malgrado ciò essi conservano tutti una marcata affinità con piante e animali sudamericani dai quali sono però separati da un tratto di oceano largo cinque o seicento miglia".

Le testuggini giganti sono tra gli animali più longevi del mondo. Harriet, una testuggine che secondo la tradizione era stata raccolta da Darwin in persona, è morta nel 2006 in uno zoo australiano, all'età stimata di 175 anni circa.

"L'arcipelago è un piccolo mondo a se stante  o piuttosto un satellite dell'America, dalla quale ha tratto pochi sperduti coloni e da cui ha ricevuto l'impronta generica dei suoi prodotti indigeni. Se poi si considerano le piccole dimensioni di queste isole, tanto più si accresce la meraviglia per il numero dei loro esseri aborigeni e per la loro limitata diffusione. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere e i confini della maggior parte delle correnti laviche ... ci sembra di essere qui vicini, in certo qual modo, a quel grande fenomeno ... che è la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra".

Darwin: "Non mi sognavo nemmeno che isole distanti cinquanta o sessanta miglia, a portata di vista l'una dall'altra, fatte della medesima roccia, sottoposte al medesimo clima, e che si innalzano quasi alla medesima altezza potessero ospitare faune e flore diverse". Sebbene, da una prima osservazione, sembrava a Darwin che si trattasse variabilità all'interno della stessa specie,  una volta ritornato in Inghilterra, altri esperti, riesaminando il materiale raccolto, avrebbero messo in evidenza che iguane, fringuelli e cactus appartenevano a  specie diverse.

Il lungo viaggio a bordo del Beagle.

L'inizio.

Quando partì, Darwin era un giovane di 22 anni con una buona preparazione da naturalista; al ritorno era già diventato famoso, ma ancora doveva  mettere a fuoco la sua teoria. Uno dei libri che stimolò in lui  il desiderio di viaggiare e di contribuire alla crescita delle Scienze Naturali  fu Kosmos, resoconto di un viaggio in Sud-America di Alexander von Humboldt (1769-1859). Quando, pertanto, gli fu offerta la possibilità imbarcarsi sul brigantino Beagle come naturalista, senza stipendio, per compiere un viaggio di rilevazioni lungo le coste del Sud America, non se lo fece ripetere due volte, nonostante il parere contrario del padre, risolto solo grazie alla mediazione dello zio Josiah.  

Il Beagle lungo 27 metri per 7, aveva  solo due cabine, tre sedie,  una grande biblioteca (245 libri)  ed un ricco corredo di attrezzature scientifiche. A bordo 64 persone: oltre al capitano FitzRoy e all'equipaggio,  Darwin stesso, dei  camerieri, un riparatore di strumenti, un artista; presenti anche tre indigeni della Terra del Fuoco ed un missionario. 

Dopo numerosi tentativi di partenza ostacolati dal maltempo, il 27 dicembre del 1831 il Beagle partì dal porto di Plymouth. Il viaggio sul  Beagle - scriverà Darwin nell'Autobiografia - è stato di gran lunga l'avvenimento più importante della mia vita e quello che ha determinato tutta la mia carriera. Nel "Viaggio di un naturalista intorno al mondo" del 1839 descriverà le sue esperienze e scoperte. Il viaggio  del  Beagle durò  4 anni e nove mesi: grazie all'esplorazione di foreste, fiumi, montagne ed alla raccolta e catalogazione di campioni animali e vegetali sia selvatici che di allevamento (taluni venivano sezionati e conservati) nonché alla descrizione delle nuove specie ad ai suoi appunti subito trasmessi in Inghilterra, al ritorno in patria era già famoso in ambito scientifico.

 Tra le sue scoperte più importanti un ossario di mammiferi terrestri in Brasile e resti di un quadrupede gigantesco (Megatherium) e di antichi formichieri; tutti fossili messi in corrispondenza da Darwin con la latitudine ed il clima. Tali scoperte lasciavano aperte una serie di questioni complicate ulteriormente dalla lettura dei Principi di Geologia di Lyell che, sebbene creazionista, sosteneva  che i cambiamenti della superficie terrestre fossero stati determinati da forze,  tuttora in attività, che avevano esercitato un'azione costante e graduale nel corso di numerosi millenni.

Ma la svolta verso la teoria evoluzionistica si ebbe a partire dal 17 settembre 1835, data in cui Darwin raggiunse le isole Galàpagos (tartarughe,  in spagnolo), un arcipelago formato da una dozzina di isole, vicine tra loro,  di origine vulcanica, a circa 1000 chilometri dalle coste dell'Ecuador. Correnti dall'Antartide e clima mite facevano in modo di far convivere specie di clima freddo  (pinguini, foche, leoni marini)  con altre di clima più caldo (uccelli tropicali, iguane, cactus). Numerose anche le specie di fringuelli e tartarughe, ognuna diversa dall'altra e legate ad una particolare isola.

A proposito, poi, dei fringuelli scriveva: "Si tratta di tredici specie ripartire dal signor Gould in quattro gruppi. Tutte queste tredici specie sono peculiari dell'arcipelago e lo stesso vale per l'intero gruppo …  La cosa più curiosa è la perfetta gradazione del becco delle diverse specie … Osservando una tale gradazione e diversità di struttura di un gruppo piccolo e molto omogeneo di uccelli, si può realmente immaginare che, essendoci originariamente in questo arcipelago solo un esiguo numero di uccelli, una specie sia stata modificata in modo da assolvere finalità diverse". E poi ancora:"Perché mai questi minuscoli punti della superficie terrestre, che in tempi geologici non lontani dovevano essere ricoperti dall'oceano, costituiti di lava basaltica, e quindi diversi per struttura geologica dal continente americano,  situati in un clima particolare,  perché mai, mi chiedo, ebbero abitanti autoctoni associati in diverse proporzioni, sia per qualità, sia per numero, da quelli del continente più vicino, e quindi con equilibri e interferenze reciproche diversi? E perché mai vennero creati con una struttura del tipo di quella degli abitanti dell'America?".
Continua ancora Darwin: "La distribuzione degli inquilini di questo arcipelago non sarebbe forse per nulla strana se, poniamo il caso, un'isola avesse un tordo beffeggiatore e un'altra un uccello d'un genere del tutto diverso; se un'isola avesse un suo genere di lucertola e una seconda un altro genere distinto, o non ne avesse affatto [...]. Ma il fatto che più fa meraviglia è che parecchie isole abbiano le loro proprie specie di tartarughe, di tordi beffeggiatori, di fringuelli e di numerose piante, e che queste specie abbiano il medesimo posto nella naturale economia dell'arcipelago. Si può supporre che alcune di queste specie rappresentative, almeno nel caso delle tartarughe e di alcuni uccelli, possano in seguito risultare esser niente altro che razze ben distinte, ma se anche così fosse, il fatto conserverebbe sempre grande interesse per il naturalista filosofo".
Il 2 ottobre 1836, domenica,  il Beagle arrivava  in Inghilterra.
Durante il viaggio sul Beagle aveva scritto 770 pagine di diario, 1383 di note sulla geologia e 368 sulla zoologia  e raccolto 1529 campioni di specie conservati in alcool, 3907 tra pelli, ossa ed esemplari conservati a secco.

Da un articolo di Barbara Continenza, su “I grandi della Scienza”.

Fauna Galàpagos


Iguana marina
Sula dai piedi azzurri


Sula dai piedi rossi
Tursiope


Squalo martello
Tartaruga verde


Tartaruga embricata
Albatro sopracciglio nero

Diluvi e catastrofi.

L'idea che i fenomeni geologici si verificassero in tempi molto lunghi andava contro quanto affermato da  Cuvier il quale immaginava creazioni alternate a grandi catastrofi o estinzioni, seguite ancora da altri episodi di creazione (dopo un diluvio universale specie di zone limitrofe avrebbero ripopolato le aree libere). 
L'ipotesi di Lyell di una  trasformazione graduale della superficie terrestre in tempi lunghi veniva accolta da Darwin ed applicata alla biologia del Sudamerica e dell'Australia: egli aveva infatti notato che l'introduzione da parte dei coloni di specie non locali aveva modificato gli equilibri, provocando quasi l'estinzione delle specie autoctone. 

Da qui nasceva in lui l'idea che le estinzioni fossero un fenomeno non straordinario ma abbastanza frequente: la scoperta, in certi luoghi, della linea di costa a qualche centinaio di metri  al di sopra del livello attuale del mare e dei relativi fossili (conchiglie), confermava questa idea. Gradualismo e  tempi  lunghi, in cui agiscono le stesse forze naturali, lo portavano ad affermare: "dubito,  la grande e frastagliata catena delle Ande  non è sorta a un tratto, come fino a poco tempo fa tutti credevano ed ancor oggi molti continuano a credere";  escludeva così la comparsa improvvisa di specie e le catastrofi.