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La teoria del Disegno intelligente (ID).

La teoria del "Disegno intelligente (ID, chiamato anche creazionismo evolutivo o scientifico)" riteneva che la complessità della vita potesse essere spiegata più facilmente invocando un progettista intelligente in questo caso Dio) piuttosto che cause naturali; si trattava, in pratica,  di una versione moderna del creazionismo. La principale organizzazione che sostiene l'ID , il Center for Science and Culture del Discovery Institut, cerca ancora oggi di sostituire spiegazioni scientifiche con quelle religiose o soprannaturali. A sostegno dell'ID c'è il testo di biologia delle scuole superiori americane "Of Pandas and People" di P. Davis e D. H. Kenyon  del 1989, nel quale gli autori presentavano critiche all'evoluzionismo. Dall'anno successivo il Discovery cominciò a spingere per inserire L'ID negli insegnamenti di Biologia della scuola pubblica. Nel processo Kitzmiller vs Dover Area School District, del 2005, un gruppo di genitori di studenti delle superiori contestò l'obbligo per i professori delle scuole pubbliche del distretto di leggere, all'inizio dei corsi di biologia, una comunicazione nella quale si informavano gli studenti dell'esistenza dell'ID, reindirizzando chi fosse eventualmente interessato al libro Of Pandas and People presente nella biblioteca dell'istituto. Il giudice distrettuale J. E. Jones III sentenziò che l'ID non è scienza, che "non può distinguersi dai suoi predecessori creazionisti e quindi religiosi" e che il suo insegnamento violava la clausola di riconoscimento del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Altri contributi all'ID vennero da P. E. Johnson con il  libro "Darwin on Trial" e da M. Behhe con "Darwin's Black Box". Quest'ultimo proponeva il concetto di  "complessità irriducibile": i sistemi complessi come quelli biologici "non possono essersi evoluti gradualmente e quindi devono essere stati progettati deliberatamente da qualche forma di intelligenza."
W. Dembski, infine, matematico e filosofo, negli anni novanta sosteneva inoltre che la complessità dei viventi era talmente elevata che le probabilità che alcune parti complesse degli organismi fossero comparse per caso era inferiore a 10 elevato alla meno 150. La comunità scientifica spiegava invece la complessità osservata con piccole mutazioni casuali e continue, abbastanza frequenti, base per cambiamenti successivi. E' un po' la spiegazione dell'evoluzione tecnologica nel campo dell'automobile o dell'elettronica.
I sostenitori dell'ID credono al "principio antropico": l'universo è finemente regolato e presenta tutte le caratteristiche chimiche e fisiche adatte per la vita; sarebbe sufficiente cambiarne una sola per rendere impossibile la formazione degli elementi chimici e  dell'universo. Gli scienziati dicono che "la verità o falsità di una proposizione dipende dalle prove che la sostengono o la confutano, e non dalla mancanza di esse. Non si può dimostrare l'esistenza degli extraterrestri, ma questo non implica né che gli extraterrestri debbano per forza esistere, né che non possano esistere affatto". La Chiesa cattolica ha in generale evitato di prendere una posizione ufficiale nella disputa.

Jacques Monod: Il caso e la necessità.

Jacques Monod, medico e scienziato francese, premiato nel 1965 con il Nobel per la Medicina per la definizione della teoria dell'operone, pubblicò nel 1970 "Il caso e la necessità", un libro estremamente interessante in cui criticava l'idea che dietro la complessità dei viventi ci fosse un progetto di un essere pensante soprannaturale.
Nel libro si soffermava sul significato di vita e sulla diversità delle sue caratteristiche rispetto alla materia inanimata; nelle prime pagine si dedicava alla definizione di "vita" e della possibilità che essa potesse trovarsi anche su altri pianeti (si stava preparando in quegli anni la missione Viking alla ricerca della vita su Marte).
Un altro aspetto trattato da Monod era quello dell'individuazione del presunto "progettista" di un oggetto complesso non naturale (una macchina fotografica mostra diverse parti coordinate che non possono essere casuali o naturali e dimostrano l'esistenza di un progettista; anche un cristallo è ordinato, ma è evidente che non è stato progettato). 
A tal proposito Monod aveva dedicato particolare attenzione alla struttura delle proteine; se c'era un progetto, questo doveva essere visibile nella struttura ordinata delle proteine (l'oggetto progettato), che sono i principali costituenti degli organismi sia dal punto di vista strutturale che funzionale.
La struttura non evidenziava, invece,  in natura, alcuna regolarità, né in quella primaria,  nè in quella secondaria. La loro forma che condiziona la funzione, era il risultato dell'interazione tra i gruppi R o della presenza di altri di atomi (Zolfo, Ferro …); dunque non era visibile l'impronta del progettista.
Una volta dimostrata la casualità della forma delle proteine, Monod concentrò la sua attenzione sulle mutazioni e sulla selezione naturale; per lui la biologia scientifica era basata sul "postulato di oggettività", che escludeva che i fenomeni naturali potessero essere spiegati con qualche idea di "progetto" o di "fine" (che sono categorie del pensiero umano) che implicavano l'esistenza di un dio.
Secondo Monod l'organismo poteva essere assimilato ad una macchina che si autocostruisce sulla base delle informazioni contenute nel DNA; quest'ultimo può mutare solo ad opera del "caso" che è l'unica fonte di novità biologica (caso non significa naturalmente senza una spiegazione); una volta però avvenuta, la mutazione viene selezionata e, se efficace e dà un vantaggio evolutivo, diventa "necessaria" per la sopravvivenza dell'individuo. Dunque le mutazioni utili vengono conservate, riprodotte e trasmesse sulla base della teleonomia (finalismo connaturato agli organismi o alle strutture viventi) e dell'invarianza (proprietà per la quale in un sistema chimico-fisico in equilibrio non si può cambiare alcun parametro senza provocare alterazioni nell'equilibrio dato). Le modifiche al codice genetico non dipendono, inoltre, dall'interazione dell'organismo  con l'ambiente.
Concludiamo con una frase del suo libro: "Il nostro numero è uscito per caso alla roulette cosmica ... siamo soli nell'immensità indifferente del cosmo".

Recensione del libro.

Creazionismo

Nei cenni storici che Darwin fa precedere alla sua trattazione, sono brevemente ricordati i principali precursori dell'evoluzionismo, in contrapposto alla "gran maggioranza dei naturalisti, che fino ad epoca recente hanno creduto che le specie fossero produzioni immutabili e che fossero state create separatamente".

Le due opposte teorie, il creazionismo e l'evoluzionismo non sono teorie limitate a un ristretto problema biologico, ma rispondono a due diverse filosofie.
La concezione tradizionale vuole il mondo creato da una mente superiore, d'un tratto, cosí come oggi lo vediamo; e la sua struttura e le sue caratteristiche non siano mutate in passato, né siano destinate a cambiare fino al giorno in cui al creatore piaccia di distruggerlo. In biologia la conseguenza logica cui conduce questo modo di pensare è la teoria della fissità o immutabilità della specie.