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La sonda Curiosity su Marte

NEWS: 10-2-2013, carotaggio su Marte.

PASADENA, California. Il rover Curiosity della NASA ha, per la prima volta, ha utilizzato un trapano posto alla fine del suo braccio robotico per forare una roccia su Marte e raccogliere un campione dal suo interno. Il foro 1,6 cm di larghezza e 6,4 di profondità in una roccia sedimentaria di grana fine, può ricavare prove sugli ambienti umidi del passato grazie ai suoi strumenti per analizzare la polvere di roccia raccolta. "Il robot più avanzato mai progettato planetaria è oggi un laboratorio di analisi completamente operativo su Marte", ha dichiarato John Grunsfeld, amministratore associato per la NASA Direzione Scienza dell'agenzia Missione. "Questa è la più grande realizzazione per il team Curiosity, una pietra miliare dopo l'atterraggio dello scorso agosto, un altro momento di orgoglio per l'America." Nei prossimi giorni, i controllori a Terra comanderanno al braccio del rover di effettuare una serie di passaggi per elaborare il campione, in ultima analisi, di fornirne porzioni agli strumenti interni. Per le immagini e ulteriori informazioni sulla missione, visitare il sito: http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. È possibile seguire la missione su Facebook e Twitter a: http://www.facebook.com/marscuriosity e http://www.twitter.com/marscuriosity.

Novembre 2012, trovate molecole organiche? Falso allarme.

Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa parlando in un convegno all'Università La Sapienza di Roma, aveva affermato che Curiosity poteva aver scoperto "molecole organiche, non biologiche". Subito dopo, però, arrivava la smentita della NASA. Quando si tratta di notizie di questa portata è forse il caso di essere più prudenti.

Ottobre 2012: una prova definitiva.

Trovato su Marte il letto di un antico fiume con sedimenti tipici della facies fluviale: si tratta di ciottoli a spigoli arrotondati, segno di un trasporto da parte di acque meteoriche; nelle immagini si nota anche un pezzo di conglomerato che contiene clasti sempre di tipo fluviale. E' la prima volta che si osserva così da vicino un fenomeno sinora solo ipotizzato.

Agosto 2012: La sonda scende su Marte.

(Foto Ansa). Alle 7.31 del mattino (ora italiana) di lunedi 6 agosto 2012 la sonda NASA con il suo rover Curiosity del peso di oltre 10 quintali ha raggiunto Marte e si è posata, con una speciale manovra di rallentamento della velocità mai tentata in precedenza (in 7 minuti è passata da 21.000 Km/h a circa 2000), nel cratere Gale, scelto perché al suo interno è presente un rilievo di circa 5 km di altezza che presenta stratificazioni sedimentarie molto interessanti; sulla base delle sue caratteristiche gli scienziati sperano di ricostruire la geologia del pianeta. Scopo della missione, costata oltre due miliardi di dollari (una delle ultime così costose) è la ricerca di eventuali tracce di organismi fossili del passato (in particolare Procarioti, come i batteri terrestri) nelle rocce sedimentarie che si sono formate in presenza di acqua allo stato liquido. Trovare antiche forme di vita sul pianeta rosso, potrebbe significare che essa non è così rara nell’universo, se nello stesso sistema solare è apparsa su due pianeti distinti. D’altra parte risulta difficile che la superficie di Marte possa ospitare la vita oggi; l’atmosfera rarefatta (circa 1/100 della pressione atmosferica), la scarsità di acqua, i forti venti e le tempeste di sabbia lasciano sperare poco in risultati positivi in tal senso: occorre pertanto cercare nel sottosuolo o in rocce antiche. Fortunatamente piccoli scorrimenti di acqua contenuta nel sottosuolo (fuoriusciti dai fianchi di canyons scavati dal vento) sono stati rilevati dalle sonde orbitanti sul pianeta; da qui la necessità di mezzi più potenti dei rover precedenti, Spirit ed Opportunity, per poter scavare più in profondità al fine di esplorare ambienti subaerei dove addirittura potrebbero essere presenti organismi viventi. La possibile scoperta di qualcosa che tutti aspettiamo da sempre potrebbe rilanciare la Nasa, sia in termini di finanziamenti che in previsione di una futura missione umana su Marte.

I due emisferi diversi del pianeta.

C'è una notevole differenza tra i due emisferi di Marte: quello meridionale, disseminato di numerosi crateri, e quello settentrionale, caratterizzato da estese pianure. Alcuni scienziati la attribuiscono alla presenza di un antico oceano in quello boreale. C'è in realtà un'altra spiegazione: il pianeta potrebbe essersi formato per lo scontro di due asteroidi di natura e morfologia diversa e di diversa craterizzazione. La presenza, poi, di un grande cratere nell'emisfero meridionale, con tracce di una possibile linea di costa, fa pensare ad un oceano ormai prosciugato. Gli impatti nelle prime fasi della formazione del pianeta, 3-4 miliardi di anni fa, potrebbero aver inoltre causato un surriscaldamento dell'atmosfera e la perdita di gran parte di essa a causa della ridotta forza di gravità e quindi della bassa velocità di fuga, quella necessaria per vincere appunto la forza di gravità del pianeta per sfuggire nello spazio.

Vulcani su Marte.

Mons Olympus è la montagna più alta del pianeta e del sistema solare con i suoi 27 Km di altezza e circa 610 Km di diametro. Si tratta di un vulcano a scudo simile a quelli terrestri delle Hawaii, probabilmente originato da un punto caldo (Hot spot), una risalita di magma molto caldo proveniente dal nucleo esterno e che erutta per milioni di anni una lava molto fluida, in grado di espandersi su grandi estensioni. La sua superficie coprirebbe l'intera penisola italiana.

Fantasia.

Canals o channels?

Uno dei motivi per cui è nata la leggenda della vita su Marte si deve all'errata traduzione in inglese del termine "canali" usata dall'astronomo Giovanni Schiaparelli (in opere che vanno dal 1893 al 1909); questi aveva osservato sul pianeta rosso strutture allungate, chiamandole appunto canali. In Inglese canals indica strutture naturali, mentre channels sono di origine artificiale, come le vie di comunicazione. L'astronomo americano P. Lowell fu il più accanito sostenitore dell'ipotesi che tali canali fossero stati costruiti da una civiltà aliena, opere idrauliche utilizzate per portare l'acqua da una parte all'altra del pianeta. Successive e più accurate osservazioni anche con sonde spaziali, hanno dimostrato che i canali non esistono: si trattava di illusioni ottiche. Ancora una volta, non è vero quel che sembra vero (immagini da wiki).


Le missioni spaziali.

Numerose sono state le missioni spaziali, su Marte realizzate dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica. Il documento riporta sia i successi che le missioni fallite.

Acqua liquida?

Ci deve essere stato un tempo in cui, forse più di 3 miliardi di anni fà, l'acqua ricopriva il pianeta seppur in modo discontinuo e limitato alle aree topograficamente più ribassate. Recenti immagini della sonda MRO hanno però evidenziato la fuoriuscita di acqua o di un liquido che si comporta in modo analogo, dalle pareti di canyons, come è possibile vedere da questa serie di immagini ottenute in seguito all'osservazione della stessa area in diverse stagioni. Va ricordato che a pressioni estremamente basse si può avere acqua liquida anche a temperature al di sotto dello zero.

Ghiacciai su Marte.

La Context Camera di MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) ha fissato questa bella immagine di alcuni crateri della regione di Hellas, dove son presenti ghiacciai d'acqua, protetti dalla sublimazione, da polveri e detriti.

Tutti i film dal 1910.

Un documento con la rassegna di tutti i film dal 1910 ad oggi; ognuno rispecchia le aspettative e le idee degli scrittori di fantascienza di epoche diverse.